Alternanza scuola-lavoro: la parola ad uno studente

18 Settembre 2017
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Correva l’anno 2014 quando, durante il governo Renzi, si iniziò a parlare di alternanza scuola-lavoro; ma in cosa consiste precisamente?

L’alternanza scuola-lavoro consiste nella realizzazione di percorsi progettati sotto la responsabilità di docenti chiamati “tutor”, sulla base di apposite convenzioni con imprese, associazioni, enti pubblici e/o privati. In sostanza, lo studente che svolge il triennio deve obbligatoriamente svolgere ore di lavoro presso i luoghi sopracitati; infatti come si legge nella riforma n. 107/15 all’ art.1 dal comma 33 al comma 44, “l’obbligo di alternanza è da svolgersi per tutti gli anni nell’ultimo triennio delle scuole secondarie di secondo grado”. Più in particolare gli alunni dei licei devono “consumare” 200 ore, mentre coloro che studiano presso istituti professionali o tecnici devono costituire 400 ore e queste, si possono svolgere sia durante il periodo scolastico che durante la sospensione delle attività, con la possibilità di poter andare a praticarle all’estero.

Essendo uno studente che ha appena cominciato il quarto liceo, posso benissimo raccontare la mia esperienza riguardo all’alternanza svolta nel precedente anno scolastico. Frequento il liceo economico-sociale che, a differenza degli altri licei, tratta molto più da vicino i temi e le problematiche della nostra società ed è per questo, che la mia esperienza è stata molto particolare ed intensa. La mia classe ed io, abbiamo partecipato al progetto “crescere nella cooperazione”, organizzato e finanziato da tutte le BCC presenti nel nostro territorio, che hanno dato un importante opportunità di “lavoro” a molte classi della provincia ma in generale della nostra regione. Tutte le classi che vi partecipavano, dovevano lavorare come una vera e propria cooperativa, con un presidente, un vicepresidente, un segretario e tutti gli altri ragazzi che svolgevano il ruolo di soci. Abbiamo svolto molte ore di alternanza, lavorando nel pomeriggio sia a casa che a scuola, per produrre un video-intervista che denunciasse il pregiudizio e che facesse capire alla società che dobbiamo difendere l’art 27 della nostra Costituzione, il quale dice che la pena deve essere rieducativa, non punitiva. Per fare ciò, abbiamo incontrato molte persone, sentito molti pareri e soprattutto incontrato 6 detenuti del carcere di alta sicurezza di Fossombrone, che ci hanno raccontato la loro vita e più in generale la vita in carcere.

L’ultima tappa del progetto si è svolta al teatro delle muse di Ancona dove, insieme agli altri presidenti delle altre cooperative, ho relazionato il progetto svolto. Come si può capire, la mia esperienza di alternanza scuola-lavoro è stata “speciale” sia perchè è stata fantastica, sia perchè è raro che i ragazzi facciano questi tipi di progetti. Grazie a questo tipo di esperienza, non ho introdotto e capito solamente concetti, ma anche e soprattutto lezioni di vita, ho sviluppato conoscenze più ampie sotto vari punti di vista: umanamente, ho capito cosa significa il valore della libertà, dal momento che ho avuto la “fortuna” di ascoltare e vedere coloro che l’hanno perduta ma che la desiderano più di ogni altra cosa.

Ho capito cosa significa sbagliare -questo termine è stato probabilmente il centro di questo progetto- ma anche rialzarsi, accettare il destino,rimboccarsi le maniche e ripartire per ricominciare da zero. Ho imparato che una persona non si giudica dalla fedina penale o da una cartella, ma si giudica interressandosi a lei e aiutandola in quel che ha sbagliato in precedenza.

Ovviamente le mie considerazione e i miei pareri sono più che positivi, perchè finalmente noi studenti possiamo apprendere non solo tra i banchi di scuola, ma anche fuori dalla quotidianità scolastica, tramite dibattiti e confronti su temi importanti e attuali.

Quindi, in conclusione, penso che l’alternanza sia un’ottima opportunità per noi studenti che, in un futuro non molto lontano, ci troveremo attivamente nel mondo del lavoro.

Matteo Mariotti