ALLA NOSTRA GENERAZIONE

27 Marzo 2017
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Ci siamo quasi. Domani, martedì 28 marzo 2017, dalle ore 10, presso la sala stampa di Montecitorio, si terrà la conferenza stampa di presentazione delle proposte di legge sul voto agli studenti fuori sede, alla cui formulazione i Giovani Democratici delle Marche hanno partecipato attivamente. Già dallo scorso settembre, i GD Marche hanno fatto depositare un disegno di legge al Senato della Repubblica e un progetto di legge alla Camera dei Deputati, rispettivamente per il tramite della Sen. Silvana Amati e dell’On. Emanuele Lodolini. A queste due proposte sono seguite molte sottoscrizioni tra le quali si annovera anche la firma della Sen. Anna Finocchiaro, oggi Ministra per i Rapporti con il Parlamento. Avere tra i firmatari, e tra i presentatori domani, di questa proposta di legge, una ministra non è cosa da poco. La presenza della Sen. Finocchiaro ci crea un canale privilegiato con il Parlamento e con il Governo, in vista di una futura, possibile (e aggiungerei auspicabile), discussione sul tema. Oltre, quindi, ai depositari e alla Ministra, che illustreranno le proposte di legge, e al sottoscritto che farà un breve esame dei perché di questa iniziativa, interverranno il Segretario Regionale GD Marche, Francesco Di Vita e il Segretario Nazionale GD, Mattia Zunino.

Sebbene per noi Giovani Democratici quello di domani sarà un grande traguardo, esso non rappresenta altro che un timido punto di partenza. Da domani bisognerà intraprendere un cammino che dovrà portare a far divenire quelle proposte di legge, una realtà. Ciò sarà possibile se ci dimostreremo capaci di rimanere attenti alla tematica, sforzandoci di parlare e far parlare della questione, di stare sempre sul pezzo. Del voto agli studenti fuori sede dobbiamo dibattere di più e più spesso. Nei circoli, nei nostri momenti di comunità, ovunque questo tema dovrà essere sempre più presente nelle nostre discussioni. A partire da domani inizieremo a incontrare le associazioni studentesche, i rettori, i Sindaci delle città universitarie per creare con loro una rete di sostegno a questo progetto.

Il voto agli studenti fuori sede rappresenta una battaglia che fa parte del patrimonio genetico dei Giovani Democratici. Da quando esiste la giovanile, esiste questa istanza. Oggi, più che ieri, non possiamo abdicare a quelli che sono i doveri nei confronti della nostra generazione, non possiamo dimenticarci delle esigenze di questa fetta di società che ci candidiamo a rappresentare. E’ giunto il tempo di battere i pugni affinché si possa riconoscere il sacrosanto diritto, a chi studia in un comune diverso da quello di residenza, di poter esercitare lì il proprio diritto di voto. E’una battaglia di civiltà. Non possiamo permetterci, ancora, di veder sacrificato il diritto di voto, in luogo del diritto allo studio. Sì perché è questo che accade oggi. Si rinuncia a votare, a partecipare con metodo democratico alla vita del nostro Paese. E le ragioni sono tanto di natura economica quanto di natura organizzativa, legate appunto alla vita da studente. Tornare a casa costa. Gli scarni rimborsi per treni, aerei, o altri mezzi di trasporto, falliscono il loro obbiettivo di garantire un effettivo sostentamento alle spese di viaggio. Sempre e comunque lo studente, o come spesso accade la sua famiglia, dovrà rimetterci di tasca propria. Senza parlare poi del notevole disagio logistico che si vive ogni qualvolta bisogna programmare un ritorno a casa: saltare lezioni (alle volte a frequenza obbligatoria), corsi di lingua, seminari, dover rinunciare a giornate di studio o addirittura a sessioni d’esami.

In una visione di bilanciamento tra prerogative costituzionali quali il diritto allo studio e la libertà di partecipazione politica, l’articolo 3 secondo comma della Costituzione stabilisce che l’ordinamento è tenuto a rimuovere gli ostacoli che si frappongono alla realizzazione dell’eguaglianza tra gli individui. Calandoci nel caso di specie, rimuovere questi ostacoli significa predisporre gli strumenti necessari affinché agli elettori, che per motivi di studio siano impossibilitati a recarsi nel loro seggio di residenza, possa comunque essere garantita la partecipazione democratica alla vita del Paese. E’ proprio questo – mediante la delega al Governo in esse contenute – l’obiettivo a cui mirano queste iniziative legislative. Per dirla tutta, e per rimarcare la paradossalità dell’attuale legislazione elettorale su questo punto, dobbiamo ricordare come, nella legge 52/2015 il cd. “Italicum”, il legislatore abbia previsto che i soggetti che si rechino temporaneamente all’estero per ragioni di studio, lavoro e cure mediche possano esercitare il loro diritto di voto “a distanza”, attraverso i sevizi consolari dei Paesi nei quali soggiornano. Quindi per capirci una ragazza che va a fare l’Erasmus potrà validamente esprimere il proprio suffragio dal luogo in cui si trova; un ragazzo che da Trieste va a fare la specialistica a Catania, no. Nonostante che il voto agli studenti Erasmus sia stata per i Giovani Democratici un’importantissima conquista, oggi per completare il puzzle serve intervenire anche a favore degli studenti fuori sede.

Mi sento di dire che questa battaglia e questo impegno lo dobbiamo alla nostra generazione. Lo devo personalmente agli amici, ai colleghi d’università, agli affetti, che vedo delusi e sfiduciati quando, per le ragioni anzidette, si trovano nell’impossibilità di far ritorno per votare. Sono proprio le persone a me più vicine che mi hanno indotto a spendermi per questo.

Il risultato è tutt’altro che garantito, ma noi ce la metteremo tutta.

 

Alessandro De Nicola
Resp. Riforme, Enti Locali e Autonomie GD Marche