Un’occasione persa

3 Ottobre 2016
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Si potrebbero dire molte cose, parlare di politica, parlare di sport, parlare dell’evento, ma io vorrei parlare dell’occasione, dell’occasione persa.
Dell’occasione di far capire cosa siamo, dell’occasione di riscattarci.
Di certo in questo frangente non esistono tesi giuste o sbagliate, quello che conta è raccogliere il maggior numero di informazioni e fare una scelta, una scelta politica però, di visione. La Raggi una scelta l’ha fatta e le motivazioni sono state indicate in conferenza stampa dalla sindaca.
Solo il Campidoglio decide sulla viabilità di Roma. Per questo al Coni, anche se non lo diranno mai, si augurano che la Raggi non mangi il panettone, e arrivi un commissario esterno che ridia speranza alla causa. Malagò è uomo di sport, un lottatore: ed è anche contrariato dal comportamento della Raggi che non ha voluto riceverlo, evitando ancora una volta il dialogo e annunciando agli italiani il salvataggio dall’ “ennesima truffa”. Ma quale truffa? La Raggi ha parlato di Olimpiadi del cemento, ha detto che è da irresponsabili candidarsi, che non è etico, che è scandaloso, eccetera. Parole pesanti, anche offensive: i membri CIO italiani (Carraro, Pescante, Ferriani), Malagò, Montezemolo, Pancalli e tutti quelli che hanno lavorato per il sogno olimpico e paraolimpico hanno diritto di risentirsi. “Assurdo il voto del consiglio capitolino, con il no politico al progetto olimpico per l’Italia si è persa una grande occasione di crescita occupazionale, di visibilità internazionale e per la valorizzazione urbanistica e dell’impiantistica sportiva della capitale e di tutte le altre sedi italiane che avrebbero potuto ospitare i Giochi. E’ stata una brutta figura dell’Italia davanti a tutto il mondo che si è dimostrata litigiosa su un appuntamento che avrebbe invece rappresentato un’occasione unica per il rilancio di Roma e tutto il Paese”.

La cosa ancor più brutta è che la loro conferenza stampa si è focalizzata solo su spot, buttando demagogia in ogni frase; la cosa migliore credo sia quella di fare chiarezza sulle varie ragioni presentate dalla sindaca.
Dicono che Roma non si può permettere i giochi olimpici, e di questo la Raggi se ne dovrà assumere tutte le responsabilità, perché la città di Roma non pagherà un euro, le spese sono interamente a carico del comitato olimpico internazionale CIO e del governo italiano.
Dicono che la città non sia in grado di ospitare le olimpiadi, ma purtroppo sembra che la Raggi non abbia neanche letto il progetto, perché il 70% degli impianti interessati dal progetto sono già esistenti, il 24% sarà temporanea, è solo il 6% sarà permanete.
Si dice anche che sarebbe una nuova “mangiatoia” per corrotti, peccato che la gestione, visto che si considerano persone trasparenti, sarebbe fatta dal comune di Roma.
Spiegano inoltre che Roma ha altre priorità, come le buche, la verità è che si tratta di un’occasione per rimediare anche a questo tipo di esigenze.
La cosa più demagogica è che vadano a prendere fatti, li rigirino e ci montino su spot elettorali, come quello secondo cui staremmo ancora pagando un miliardo di debito di Roma 1960; peccato che la cifra è riferita al complesso degli espropri effettuati in 40 anni, ovvero tra il 1950 e il 1990, e che quelli relativi alle olimpiadi ammontino a poche centinaia di migliaia di euro (per via di cause ancora in corso).
Viene inoltre proposto come esempio negativo quello delle olimpiadi ad Atene, paese già in una gravissima crisi aggravata dai costi dei giochi. Il rischio c’è ma dobbiamo tener conto delle nuove regole fissate proprio per evitare spese folli senza un progetto ed un piano adeguato che possano contenerle, andando proprio a delineare i progetti in termini di investimenti, attraverso impianti temporanei.
Dicono che è da irresponsabili, la verità è che è da irresponsabili rinunciare ai soldi del CIO (1,7 miliardi) e del governo (4 miliardi) con cui si realizzerebbero tutte le opere di cui la città ha bisogno.
Queste non saranno le olimpiadi del mattone come annunciato poiché sono previsti solo due impianti nuovi, su un totale di trentasei, ovvero il parco naturalistico della Magliana per le gare di canoa e una cycling arena multifunzionale a Tor Vergata (modificabili, per giunta, sotto l’indirizzo del comune).
Noi la vogliamo vedere in un modo diverso, noi la vediamo sotto il profilo tecnico, sportivo e soprattutto di visibilità, abbiamo perso un’altra volta l’occasione di far vedere al mondo cosa siamo, accettando la sfida per crescere e dimostrare che, a differenza di quanto spesso ci viene detto noi, le nostre responsabilità le portiamo a termine.
Purtroppo però, un comico non ha voluto tutto questo.

Mirco Catini

Segretario Provinciale di Fermo