Strada per strada: una politica condivisa

11 Giugno 2020
  • Strada per strada- una politica condivisa

L’11 giugno 1984 veniva a mancare il grande, grandissimo compagno Berlinguer. Un vero e proprio terremoto all’interno del mondo politico, della sinistra e forse di molti cuori di tante persone diverse. Quel triste giorno venne a mancare quella che a tutti gli effetti può essere considerata l’ultima grande figura politica della storia recente italiana. Sono passati trentasei anni da quel giorno e le cose da allora sono molto cambiate. Ci siamo dimenticati la strada da seguire.

Un testamento politico e ideologico

Il compagno Berlinguer, nell’ultimo comizio tenuto pochi giorni prima della sua scomparsa, aveva lasciato le sue ultime parole. Un’epigrafe forte e decisa, un vero e proprio testamento politico e ideologico. Data l’importanza che aveva allora il metodo, per la teoria e prassi comunista dell’epoca, le ultime parole del caro compagno Berlinguer non potevano che essere tasselli per costruire un metodo efficace. Con una forza di determinazione tipica di chi ha sempre lottato nella propria vita, per sé e per gli altri, ha portato a termine quel faticoso comizio regalandoci una stella polare da seguire. Sancendo quella che era a tutti gli effetti la strada da seguire, la strada del progresso.

“E ora compagne e compagni, vi invito a impegnarvi tutti, in questi pochi giorni che ci separano dal voto, con lo slancio che sempre i comunisti hanno dimostrato nei momenti cruciali. Lavorate tutti, casa per casa, azienda per azienda, strada per strada, dialogando con i cittadini, con la fiducia per le battaglie che abbiamo fatto, per le proposte che presentiamo, per quello che siamo stati e siamo… è possibile conquistare nuovi e più vasti consensi alle nostre liste, alla nostra causa, che è la causa della pace, della libertà, del lavoro, del progresso della nostra civiltà”

Enrico Berlinguer – Padova 7/06/1984

Gli anni sono passati, le cose sono cambiate

Sono passati diversi anni da quel comizio, da quel giorno che ha spezzato il fiato alla sacra istituzione della politica, il cuore a tutti i militanti del partito e probabilmente all’intero popolo italiano. E in questi anni, posso affermare senza esitare, noi quella stella polare l’abbiamo persa. E’ stata oscurata da una fitta coltre di nubi composta da personalismi, individualismi, clientelismo e giochi di potere. Il partito non è più quello che era, la politica non è più quella che era. E’ cambiato il teatro ma sono cambiati anche gli attori purtroppo.Alla luce di tutto questo dunque è per me importante ricordare quel testamento che ci è stato concesso dal compagno Berlinguer, perché non può essere andato perso l’ultimo respiro vitale dell’ultima grande persona della politica e della sinistra italiana.

Enrico Berlinguer

Enrico era una persona straordinaria, in senso letterale pur restando forse la più ordinaria di tutti. Una persona, un lottatore che è stato capace di accendere i cuori, gli animi, di milioni e milioni di persone: donne, uomini, giovani, anziani, bambini. Un uomo che parlava con il cuore al cuore, che mostrava la grinta e la tenacia di chi voleva a tutti i costi un mondo migliore. Una persona che ha dato tutto per il partito, per l’Italia e per il futuro di tutti noi. Un politico mai fuori dalle righe, sempre rispettoso delle istituzioni e del ruolo che aveva. Ma soprattutto Enrico era lungimirante come deve essere un vero politico ed era uno dei tanti, nell’accezione più genuina del termine. Era consapevole che la forza del partito non era solo il leader, non erano i vertici, ma bensì era la militanza. L’apporto di giovani per migliorarsi costantemente e il parlare, interfacciarsi con le persone, faccia a faccia, cuore a cuore.

Impegno politico e metodo

Dovremmo tutti noi ricordarci l’importanza di fare politica, il suo ruolo istituzionale e di come Enrico la trattava. Senza mai alzare i toni, senza mai uscire dalla riga, mantenendo un rispetto assoluto. Ma la cosa che più dobbiamo ricordarci è che la politica è un bene collettivo e che va assolutamente condiviso. Dobbiamo ricordarci che la politica, soprattutto la militanza, è aggregazione e non disgregazione. Non è un noi contro voi, ma un noi che dialoga con tutte le sue componenti per arrivare ad una sintesi democratica e progressista. Dobbiamo ricordarci il valore che ha la militanza, le basi del partito. Casa per casa, azienda per azienda, strada per strada, dialogando con i cittadini. Ecco, questo messaggio noi lo abbiamo perso. Ora siamo parzialmente schiavi di una politica, anche di partito purtroppo, che ha perso le sue radici, che ha preso distanze da quel metodo illustrato a costo della propria vita dal compagno Berlinguer.

Condivisione, strada per strada

Oggi ci stiamo avvicinando ad una nuova serie di elezioni, un po’ come allora, ed è per questo che ci tengo a riportare in vista quella luminosa stella polare. Ricordiamo il valore della militanza, dello stare insieme, della fiducia verso la politica e verso i cittadini. Basta demagogie o giochi di poltrone, basta con i mille partitini all’interno dello stesso partito. Condivisione, strada per strada. Torniamo a fare politica dove l’abbiamo sempre fatta. In mezzo alle piazze, alle strade, nelle aziende. Parlando, dialogando, mostrando fiduciosi le nostre battaglie e riprendendo proprio quelle battaglie che negli ultimi anni abbiamo lasciato indietro o in mano ad altri. Ricordiamoci quali sono le nostre priorità e il nostro messaggio. Basta fare tutto ai vertici, torniamo a condividere con i territori, con la militanza, le decisioni e le linee (e dobbiamo farlo davvero, non solo a parole). Basta slogan o piccoli gesti. Il compagno Berlinguer ci ha lasciati con un compito, un compito che abbiamo disatteso nel corso degli anni.

La strada del progresso

E’ vero, non siamo più quelli che eravamo allora. Le cose sono cambiate e anche molto, ma è giunto ora il momento di riprendere in mano il timone della barca, di tornare a remare tutti insieme, evitando una pericolosa deriva e tornando a solcare la strada illuminata e mostrata da quella stella polare. Perché quella è l’unica strada che può portarci alla libertà, al lavoro e ad un progresso inevitabile. Una politica condivisa è l’unica vera politica. Torniamo a condividere, torniamo a seguire la strada che porta al progresso della nostra civiltà. Ripartiamo dal metodo, dal cuore e dall’ardore politico. Che si apra una nuova primavera, che i semi lasciati dal grande compagno Berlinguer sboccino, nel trionfo della democrazia, dell’uguaglianza e del progresso.