Stati Generali, preludio a una nuova Rivoluzione Economica?

19 Giugno 2020

Versailles, 5 Maggio 1789: in Francia Re Luigi XVI convoca gli Stati Generali che vedono la partecipazione di clero, aristocrazia e borghesia. Una profonda crisi economica e finanziaria attanaglia lo stato transalpino e il debito pubblico continua a crescere da quasi un secolo.
Di lì a poco sarebbe stata costituita l’Assemblea Nazionale e sarebbe scoppiata la Rivoluzione.

Villa Pamphilj, 13 Giugno 2020: in Italia il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte apre i lavori degli “Stati Generali dell’Economia”. Sono invitati i membri dell’Esecutivo, esponenti dei partiti di maggioranza, rappresentanti delle principali istituzioni internazionali, dirigenti d’azienda e personalità dell’imprenditoria e della cultura. Il Paese sta faticosamente provando a uscire da una emergenza sanitaria senza precedenti, che ha fatto ripiombare l’Italia nell’incubo recessione.

Gli incontri de “Progettiamo il rilancio” – aka gli “Stati generali” – avvengono a porte chiuse: non ci saranno giornalisti, e le uniche comunicazioni arrivano dagli esponenti del governo e dagli invitati.  Più che per le proposte politiche sul rilancio economico, fino ad ora hanno fatto parlare soprattutto per gli scontri politici che li hanno circondati. Questi incontri sono infatti il primo momento ufficiale in cui il governo ha iniziato a discutere la strategia a lungo termine di rilancio economico.

Uno degli aspetti più importanti del piano per il rilancio, infatti, sarà la presentazione di una serie di progetti da finanziare attraverso il “Recovery Fund” della Commissione Europea. Nel frattempo, la più concreta delle proposte emerse fino a questo momento è quella fatta dai sindacati, e accolta dal governo, per allungare di altre quattro settimane la cassa integrazione, la cui scadenza è prevista per il prossimo ottobre. L’emergenza Covid ha fatto emergere e comprendere il ruolo strategico del turismo nell’economia nazionale. Sarà dunque interessante capire come questi incontri si tradurranno in progetti per una nuova stagione di sostegno e rilancio di questo settore che produce il 13% del Pil e il 15% della forza lavoro.

Nonostante la soddisfazione espressa per un «piano di rilancio molto apprezzato» e un clima di discussione proficuo, l’opinione generale sugli “Stati generali” rimane abbastanza scettica. Conte ha assicurato che nei confronti del mondo industriale non esiste alcun genere di “pregiudizio”. Anche il numero uno di Confindustria Bonomi ha affermato che «i rapporti sono stati e sono buoni». Tuttavia, la critica considera l’evento poco più di un’occasione di visibilità che produrrà scarsi risultati concreti, mentre quasi tutti concordano sulla necessità di molto tempo perché il governo elabori e presenti le manovre con cui intende far fronte alla recessione.