PD’s Karma

13 Febbraio 2017
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Perché Sanremo è Sanremo anche dopo 67 anni, ma con uno spirito più giovane e spensierato, forse!
Anche per quest’anno la kermesse sanremese è giunta al termine, 5 serate di musica e spettacolo ci hanno tenuto compagnia dal 7 febbraio. Due tra i migliori presentatori, nel panorama televisivo italiano, hanno fatto da ottimi padroni di casa; Carlo Conti per la sua terza conduzione sanremese consecutiva e Maria De Filippi, la signora di Canale 5.

La prima serata inizia con una piacevole carrellata di successi dal 1951 al 2016 made in Sanremo e anche lo spettatore più passivo credo abbia canticchiato successi come “Ciao amore ciao” di Luigi Tenco o Lucio Dalla con “4/03/1943”, solo per citarne alcuni. Come se non bastasse con l’Ariston completamente al buio entra di scena Tiziano Ferro che interpreta magistralmente “Mi sono innamorato di te” sempre di Tenco, per ricordare i 50 anni dalla morte del cantante. Poi inizia la gara con il primo gruppo di cantanti, infatti sono stati divisi in due gruppi per le prime due sere, questa è intervallata da ospiti come Raul Bova e “gli eroi del quotidiano” (Guardia di finanza, Croce Rossa, Soccorso Alpino, Esercito, Protezione Civile, Vigili del Fuoco e Unità Cinofile) neanche a dirlo questi eroi, vengono accolti con una vera e propria standing ovation e la stessa De Filippi conclude la loro presentazione con: “la cosa importante è non dimenticarli”. Si susseguono poi Crozza, un tributo a Claudio Villa in occasione del trentesimo dalla morte fino ad arrivare a Ricky Martin che fa ballare tutto l’Ariston. La prima serata si conclude con Clementino, Giusy Ferreri e Ron a rischio eliminazione.

La seconda serata si apre con la gara delle nuove proposte e passano in finale Francesco Guasti con “Universo” e Leonardo Lamacchia con “Ciò che resta”. Per questa serata abbiamo come ospiti Totti che si improvvisa presentatore, Robbie Williams che ci riporta negli anni ’90, Giorgia che ricorda Pippo Baudo e canta alcuni dei suoi successi, Keanu Reeves che non si pone come il solito attore hollywoodiano ma che cita pure Va bene così del Vasco nazionale. In questa serata a rischio eliminazione risultano Nesli e Alice Paba, Bianca Atzei e Raige con Giulia Luzi.

Per la terza serata abbiamo le cover, dove risulta vincitore Ermal Meta con un tuffo nel passato interpretando Amara terra mia di Domenico Modugno. Per le nuove proposte passano in finale Maldestro con “canzone per Federica” e Lele con “Ora”. Si alternano poi alle varie cover i bimbi dell’ Antoniano, Mika che ricorda “che è molto bello essere di tutti i colori”. La serata si conclude con Laura Pergolizzi insieme al suo fischio che coinvolge tutta la platea e persino Conti. Vengono poi eliminati Nesli- Paba e Raige-Luzi. La quarta sera abbiamo un momento toccante con l’ospite Gaetano Moscato, sopravvissuto alla strage di Nizza del 14 luglio, accompagnato sul palco dal giovane nipote. Abbiamo poi artisti come Virginia Raffaele, Zingaretti, Robin Schulz e per questa sera gli eliminati sono Ferreri, Albano e Gigi D’Alessio. Mentre il vincitore delle nuove proposte è Lele con “Ora”.

L’ultima serata è da record con uno share del 58,4%, il migliore dal 2002. Una serata che ha visto un duetto unico quello tra Zucchero e il rimpianto Pavarotti, l’esibizione della vulcanica settantaduenne Rita Pavone, il cantante spagnolo Alvaro Soler e le parole del governo, quelle del Ministro della difesa Roberta Pinotti che ha ringraziato i più di 7000 uomini impiegati in 20 Paesi del mondo e in Italia.

Vince la 67° edizione la fresca e scanzonata canzone di Gabbani con “Occidentali’s Karma” seconda Fiorella Mannoia con “Che sia benedetta” più il premio della sala stampa Lucio Dalla e terzo Ermal Metal con “Vietato morire” che si è aggiudicato anche il premio della critica Mia Martini.
Anche per quest’anno si spengono i riflettori sull’Ariston e su Sanremo ma con un pensiero probabilmente; anche i gusti musicali stanno cambiando nel nostro Paese o forse abbiamo bisogno di più spensieratezza?

 

Ed ora arriva il pagellone, come facevano i cari compagni di “Volevo il rigore”:

Al Bano 10 Politico : FRANCESCHINI. Lui c’è. Sempre. È al suo quindicesimo Sanremo, e anche stavolta ha vinto il premio per il miglior arrangiamento. Nel finale ruba un fiore a Ermal Meta per portarselo via. Padrone di casa insieme a Vessicchio.

Alessio Berbanei 4 : BORGHEZIO. Inquietante, vuole aprire uno spiraglio nel nostro intimo senza dirci nulla. Siamo tutti con il cameraman che lo colpisce sperando di far cadere il microfono, purtroppo inutilmente.

Bianca Atzei 6 : ORFINI. Ci piaceva di più prima, quando cantava con J Ax. Almeno aveva qualcuno che la guidava diligentemente. Andare da soli, non è sempre un comportamento furbo.

Chiara 5 : FASSINA. Pessimista, canta “non era la vita che stavamo aspettando. Nessun posto è casa mia”. Un po’ quello che pensava il povero Stefano quando era nel PD, e forse lo pensa ancora adesso.

Clementino 5 : CIVATI. Vuole essere aggressivo, ma non colpisce. Parla di una generazione che non ce la fa ma che non si abbandona al destino. “Storie di ragazzi fuori”, che poi è il programma politico di Possibile.

Elodie 6 : BOCCIA. Appena sufficiente, arriva ottava con una canzone orecchiabile. Grande soddisfazione per la vittoria del suo compagno Lele, nella categoria giovani. Un po’ come il nostro Francesco e Nunzia.

Ermal Meta 8 : CUPERLO. Un po’ triste e malinconico ma con le parole arriva sempre dritto al cuore. Terzo posto meritato. “Vietato morire” is the new “Vietato scindersi”.

Fabrizio Moro 6 : SPERANZA. Dobbiamo prendere la vita così com’è. Anche lui molto ottimista, come il 90% delle canzoni di Sanremo da dieci anni a questa parte. Ha lo stesso carisma del leader della minoranza Dem e questo dovrebbe far capire molte cose.

Fiorella Mannoia 9 : MACALUSO. Nonostante l’età, nonostante il fantastico repertorio e nonostante la stanchezza si guadagna ogni sera la standing ovation dell’Ariston. Peccato per il risultato finale, ma rimarrà sempre nei nostri cuori.

Francesco Gabbani 10 : OBAMA. Impeccabile, conquista il pubblico sin dall’anno scorso con il vero inno del Cattocomunismo “E allora avanti popolo, che spera in un miracolo, elaboriamo il lutto con un amen”. È lui la figura che cercavamo, è lui l’uomo che può unire il centro Sinistra italiano, è lui il nostro candidato al Congresso del PD. Più scimmie per tutti, meno politici scimmiottanti. Aderite alla sua mozione congressuale qui.

Gigi D’Alessio N.C. : CARBONE. Non aggiungiamo ulteriori commenti, soprattutto dopo aver visto il suo video. Rode eh? #ciaone

Giusy Ferreri N.C. : BINETTI. Anche qui ci asteniamo dal commentare. Per noi rimarrà sempre la cassiera dell’Esselunga.

Lodovica Comello 6 : ORLANDO. Dodicesimo posto immeritato, tanto brava quanto bella. Parla solo quando deve parlare e quando lo fa, è precisa e puntuale. Peccato per l’abbigliamento imbarazzante.

Marco Masini 4 : FASSINO. Ogni volta che canta, tutto il pubblico maschile mette le mani in tasca. Gufo.

Michele Bravi 8 : PINI. Giovane, simpatico e bravo. Arriva giustamente quarto, ma sappiamo che ha una grande carriera davanti. #Spingere!

Michele Zarrillo 5: MARIO MONTI. Al suo dodicesimo festival. Prima del Festival ci chiedevamo che fine avesse fatto, non ce lo chiederemo più.

Nesli 2 : ADINOLFI. Esce alla prima eliminazione, dopo aver interpretato una canzone orribile. Tutto in regola.

Paola Turci 9 : RENZI. Energica, carismatica, coinvolge tutti nonostante una canzone molto retrò. Brucia tutte le energie nelle prime serate, personalizza troppo il festival e arriva Quinta. Meritato.

Raige 3 : MINEO. Eliminato subito. Raige chi?

Ron 6 : BERSANI. Anche lui alla sua ennesima partecipazione al Festival. Canzone molto lenta ma emozionante. Non colpisce più come una volta anche se il fascino e la lucidezza non li perde mai.

Samuel 7 : EMILIANO. Si stacca dai Subsonica e prova l’assalto all’Ariston da solista. Fa ballare solo metà Teatro, soprattutto l’area sud. Per convincere tutti gli altri c’è ancora molta strada da fare. Molta.

Sergio Sylvestre 8 : BRAY. Vincitore di Amici nel 2016, battendo Elodie. Si presenta al Festival con il fisicaccio ma con una voce tenera ed emozionante. Sesto posto meritato. Lo vedremo ancora sui nostri schermi, statene certi.

 

 

Lo spiegone sanremiano è stato scritto da Jessica Belpassi (Giovani Democratici di Pesaro-Urbino),

mentre il pagellone, dalle BVABF2018 (Brigate per la Vittoria di Al Bano al Festival 2018).