L’ARTE PER I LUOGHI FERITI DAL SISMA

27 Febbraio 2017
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I tremendi eventi sismici che dal 24 agosto hanno colpito il Centro Italia, oltre che a causare danni irreparabili agli edifi pubblici e privati e, purtroppo, un numero drammatico di morti, hanno procurato danni anche al patrimonio artistico e culturale che caratterizza il nostro territorio.

Parallelamente a tutti gli aiuti economici ed umani, molti comuni marchigiani hanno deciso di fare squadra e di aiutare le zone del cratere attraverso l’arte.
Una risposta al dramma che non può e non deve essere data per scontata e che sta ottendo un bellissimo riscontro in termini di partecipazione alle mostre che stanno nascendo nella nostra Regione.

La prima e ad oggi la più importante esposizione è quella inaugurata dal ministro Dario Franceschini ad Osimo martedì 14 febbraio. “Capolavori Sibillini – L’arte dei luoghi feriti dal sisma” si snoda attraverso le prestigiose sale di Palazzo Campana grazie ad un protocollo d’intesa tra il Comune di Osimo, l’Istituto Campana, la Regione Marche, la Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio delle Marche, la Rete Museale dei Sibillini e tutti i Comuni che ne fanno parte.
Le opere presenti – con cura selezionate dal comitato scientifico presieduto da Vittorio Sgarbi – sono caratteristiche di quella identità territoriale da cui provengono e rappresentano la bellezza e la fragilità di un’area che oggi più di ieri ha bisogno di essere promossa e conservata.
È proprio per salvaguardare tale ricchezza, per tutelare e valorizzare il senso d’identità e di coesione sociale di quel territorio e per incentivare il turismo nelle zone da cui il materiale esposto proviene, che si è voluta questa mostra, e non a caso è stata scelta come madrina dell’esposizione la settecentesca opera del Giaquinto raffigurante la Sibilla.

Parte dei proventi ricavati dalla mostra saranno destinati al restauro delle opere presenti a Palazzo Campana, ma soprattutto questa iniziativa sta garantendo lavoro a diversi giovani precedentemente occupati presso la Rete Museale dei Sibillini.

Oltre a “Capolavori Sibillini”, fino a domani, martedì 28 febbraio, sarà possibile visitare tra Urbino e Pesaro “Le Marche per le Marche – L’arte che sostiene l’arte”, un’altra interessante esposizione a cura di Vittorio Sgarbi.
Urbino e Pesaro si sono unite in nome dalla valorizzazione del patrimonio artistico e della solidarietà verso le popolazioni colpite dal terremoto. La mostra itinerante prevede la visita di tre capolavori esposti in tre luoghi diversi dei due comuni: “La Sacra parentela” di Cola dell’Amatrice, esposta ad Urbino presso la Sala del Castellare di Palazzo Ducale, il “Matrimonio mistico di Santa Caterina d’Alessandria” di Lorenzo Salimbeni, visibile sempre ad Urbino nell’Oratorio di San Giovanni, e la “Madonna con il bambino, e i santi Onofrio, Giovanni Battista, Gerolamo, un santo vescovo e Sant’Aiuto inginocchiato”, una pala di Giovanni Antonio da Pesaro in esposizione a Pesaro all’interno della Sala 8 di Palazzo Mosca.

Anche in questo caso, per ogni biglietto staccato, un euro sarà devoluto ai fondi per la ricostruzione dei territori danneggiati dal terremoto.

Le Marche sono una regione con un ricchissimo patrimonio artistico e culturale al suo interno ma che, purtroppo, non riesce molto spesso a promuoverlo e a valorizzarlo a causa di una rete che viene a mancare tra pubblico e privato e tra i vari comuni marchigiani.
Esempi virtuosi come questi sopra citati o come la mostra “Maria Mater Misericordiae”, in esposizione fino allo scorso 29 gennaio presso il Palazzo del Duca di Senigallia, ci danno la misura di come, in particolare nel delicato e difficile mondo della cultura, il riuscire a fare rete sia la carta vincente per promuovere l’arte e di conseguenza il nostro magnifico territorio.
Il mio asuspicio è che queste belle esperienze di collaborazione possano in futuro essere riproposte anche in momenti non di emergenza come quello che stiamo vivendo.



Marco Pettinari – Presidente GD Marche