Il futuro non crolla

30 Ottobre 2017
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Sono le 7:40 del mattino e all’improvviso tutto riprende a tremare. Questa volta la scossa sembra ancora più forte delle scosse dei giorni precedenti e di quella del 24 agosto. Ritorna viva la solita familiare paura ed eccoci tutti lì, nuovamente impotenti, nuovamente sospesi come in attesa di una nuova scossa. Ad un anno di distanza dal 30 ottobre 2016 è ancora difficile rivivere mentalmente quei momenti, trovare le parole per raccontarli, far capire a chi non sa che cosa sia il terremoto che cosa si provi quando, in una manciata di secondi, tutto il mondo intorno a te cambia e tu semplicemente non puoi fare niente.

Da quel 30 ottobre quella che sembra ancora una vita della comunità ferma e sospesa, in realtà ha dietro di sé un lungo lavoro silente, ma necessario di tecnici, di studiosi, di esperti dei diversi settori (dai geologi agli ingegneri, dagli psicologi ai militari, dagli storici dell’arte ai volontari) che sta cominciando a mostrare i suoi frutti. San Severino è la prima città “liberata” dalle macerie, a Camerino la piazza è stata riaperta, a Frontignano i tecnici lavorano per provare a riaprire gli impianti sciistici per la stagione invernale. La sfida principale è riportare la gente nei luoghi del sisma e proprio per questo si lavora senza sosta per consegnare le S.A.E. e sono stati emanati nuovi ordini di servizio per le imprese costruttive per velocizzare tale processo e colmare quanto più possibile i ritardi accumulati in questi mesi. Sono ripartiti gli appalti per la messa in sicurezza delle strade: si sta lavorando alla strada che collega Castelsantangelo sul Nera a Castelluccio, la provinciale 209 Valnerina è aperta in fasce orarie limitate, si lavora instancabilmente per rendere di nuovo fruibili e quanto più agibili le vie di comunicazione e per aiutare a ricreare i vari servizi e a riaprire le diverse attività economiche e aziendali.

Un passo importante è l’apertura avanzata dal Commissario straordinario per la ricostruzione, Paola De Micheli, per snellire le procedure burocratiche che appesantiscono l’iter della ricostruzione. Allo stato attuale infatti, se prendiamo in esame ad esempio l’Ufficio speciale ricostruzione Ancona-Macerata, si può constatare come sole poche decine di pratiche siano state approvate e finanziate, dal momento che enormi sono le difficoltà per i tecnici nell’elaborazione e nella consegna dei progetti a causa della troppa burocrazia e di ostacoli pratici come ad esempio l’inagibilità di molti archivi comunali che rende di fatto impossibile recuperare in breve tempo la documentazione relativa all’edificio in esame. Continuando a parlare di ricostruzione è fondamentale la microzonazione sismica che si sta portando avanti nei comuni del cratere in questi mesi, ovvero una mappatura dettagliata del territorio realizzata attraverso indagini geologiche e geofisiche sulle caratteristiche del sottosuolo che consentiranno di capire il comportamento del terreno in presenza di azione sismica. Con questi risultati si potrà procedere ad una ricostruzione consapevole che tenga conto delle varie criticità e fragilità del territorio.

A tal proposito come Giovani Democratici delle Marche, in collaborazione con il Dipartimento nazionale GD Associazionismo e Terzo settore, abbiamo iniziato a lavorare ad un progetto incentrato sul tema della prevenzione sismica partendo dal “Manifesto dei costruttori di fondamenta” che avevamo elaborato nel settembre 2016 a L’Aquila insieme a tanti ragazzi da tutta Italia, perché solo insistendo con forza sull’importanza di una cultura di cura del territorio riusciremo a rispondere al meglio alle criticità naturali del nostro paese.

Ad un anno di distanza dal 30 ottobre, la scossa più significativa per tutto il territorio maceratese, ci piace pensare che già tra qualche settimana i piccoli borghi e paesi dell’entroterra ricominceranno ad essere pieni di gente, magari per le feste natalizie; ci piace pensare che tra qualche mese il puzzle della quotidianità avrà qualche tessera in più e che finalmente la ricostruzione sarà alleggerita dalla pesantezza della burocrazia; ci piace pensare che tra qualche anno tutto sarà tornato alla “normalità” e che il “cuore d’Italia” sarà ancora più bello, forte ma consapevole della sua debolezza e fragilità, consapevole dell’importanza della prevenzione. Le nostre speranze possono sembrare solo dei sogni in apparenza, ma conosciamo il popolo marchigiano e sappiamo che la nostra determinazione ci salverà.

Questa terra rinascerà. Feriti ma mai sconfitti.

 

Martina Ortolani

Segretaria Federazione Macerata