I TRUST SCIENTISTS, I’M A DEMOCRAT

30 Gennaio 2017
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L’ascesa dei populismi nei paesi occidentali a seguito della crisi economica e dell’impoverimento della classe media ha riportato in voga una cultura oscurantista e antiscientifica. Questa ha presto investito quella che per la scienza rappresenta la più grande scoperta per la tutela della salute dell’uomo, il vaccino, uno strumento in grado di eradicare per sempre malattie infettive dalla faccia del pianeta, e che andrà progressivamente a rimpiazzare altri trattamenti farmacologici non privi di conseguenze e rischi, dagli antibiotici apparentemente innocui ma il cui uso spesso inevitabile finisce per selezionare specie batteriche resistenti e sempre più difficili da curare, a quelli più aggressivi e debilitanti come molti degli attuali chemioterapici. Dal neopresidente Trump, che la scorsa estate ha incontrato Andrew Wakefield, il pregiudicato ex medico inglese radiato dall’ordine e condannato per truffa nel 1998, responsabile della tanto diffusa teoria che sostiene la correlazione tra vaccini e autismo, al M5S, che se da una parte sostiene di non avere una posizione antivaccinista, dall’altra rilancia continuamente bufale e affermazioni pericolose e sconsiderate prive di fondamento scientifico attraverso il blog e i suoi portavoce. A dire il vero, per quanto la cultura antiscientifica si stia diffondendo a livello globale sfruttando lo strumento della rete, quella nel Belpaese non è una comparsa ex novo ma semplicemente un ritorno di fiamma. Non dimentichiamoci che, per ragioni storiche e sociali, l’Italia è il paese dei tarocchi e di Wanna Marchi, del metodo Di Bella e Vannoni, un paese dove tutti corrono a vaccinarsi, laddove spesso i giornalisti finiscono irresponsabilmente per alimentare paure di inesistenti rischi pandemici, come quella ultima sui casi di meningococco C in Toscana, e che invece in periodi di assenza di tali notizie smettono di vaccinarsi.

Una buona notizia è arrivata il 19 Gennaio, quando è stato annunciato il nuovo Piano Nazionale Vaccinazioni contestualmente al rinnovo dei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) da parte del Ministro della Salute Lorenzin. Tra le novità l’introduzione nei LEA di numerosi vaccini, quindi ora gratuiti, da quelli rivolti all’infanzia (Anti-Meningococco B e C, Anti-Morbillo-Parotite-Rosolia, Anti-Rotavirus) a quelli per gli adolescenti (Anti-HPV anche per i maschi) e per gli anziani (Vaccini Anti-Influenzali, Anti-Pneumococco e Anti-Herpes Zoster). Il Nuovo piano vaccinazioni stando alle parole di Antonio Saitta, il coordinatore degli assessorati alla sanità e assessore regionale per il Piemonte, si pone tra gli obiettivi, oltre al mantenimento dello stato di Polio-Free, anche l’eradicazione in tempi rapidi di Morbillo e Rosolia nel paese. Tra gli altri, la sensibilizzazione della popolazione, migliore approvvigionamento vaccinale, anagrafe vaccinale digitale e maggiore coinvolgimento dei sanitari nella cultura della vaccinazione. Sempre stando al Ministro della Salute, su indicazione e con il sostegno pervenuto dalle Regioni, sembra già tracciato il percorso che condurrà il governo al varo di una Legge nazionale sull’obbligatorietà delle vaccinazioni come requisito per potersi iscrivere agli asili nidi e alle scuole materne pubbliche e private convenzionate. La possibilità di tale decisione non lascerebbe spazio a controversie legali, dato che recenti sentenze giuridiche come quella del Tar del Friuli a seguito di un’analoga iniziativa del Comune di Trieste affermano la validità di tale provvedimento, in quanto la fascia di età 0-6 non rientra nella cosiddetta scuola dell’obbligo. La futura legge servirà in primis a rimediare al forte calo su tutto il territorio nazionale della copertura vaccinale, oltre ad evitare che si arrivi ad una legislazione “a macchia di leopardo” a seguito dell’iniziativa di singole regioni. Infatti l’Emilia Romagna per prima e recentemente la Toscana, hanno già approvato misure simili, e su questa scia sono già stati impegnati i consigli regionali delle regioni Lazio, Puglia e recentissimamente anche quello della regione Marche. Come Giovani Democratici Marche non possiamo che felicitarci delle volontà divulgate dal Ministro Lorenzin, ma riteniamo che questo non debba incidere in alcun modo sull’intento di proseguire con forza verso l’approvazione della pdl depositata al consiglio regionale marchigiano, se non forti della conferma di guardare nella giusta direzione.

La proposta di legge presentata dal Gruppo consigliare PD Marche evidenzia in particolare come negli ultimi 3 anni la copertura vaccinale della popolazione marchigiana per le vaccinazioni obbligatorie e quelle fortemente raccomandate, sia scesa sotto al 95%, cioè sotto quella soglia che secondo gli studi epidemiologici rappresenta il limite minimo per assicurare la cosiddetta “immunità di gregge”, il cui principio si basa sostanzialmente sull’assunto che finchè almeno il 95% della popolazione è vaccinata, si è al riparo dal rischio di epidemie. In particolare si sottolinea il vistoso calo della copertura vaccinale per il vaccino anti MPR (Morbillo-Parotite-Rosolia) dal 87 al 76% nel solo triennio 2013-2015 attestandosi ben 15 punti sotto la soglia dell’immunità di gregge. Inoltre si portano all’attenzione dati del 2014 che attestano a 1.681 i casi di morbillo in Italia, il numero più alto in europa, per una malattia facilmente prevenibile con la vaccinazione e che può presentare complicanze gravi e non infrequenti come otiti, polmoniti e danni neurologici permanenti. Data questa premessa, ribadita tra l’altro nello stesso testo presentato, e forti delle notizie giunte dal Ministero della Salute sul nuovo Piano Nazionale Vaccini, ci sentiamo in dovere di chiedere al consiglio regionale di alzare la posta in gioco, inserendo non solo le cosiddette vaccinazioni obbligatorie (Difterite, Tetano, Poliomelite, Epatite B), ma anche le raccomandate (e quindi anche il vaccino anti-MPR) tra i requisiti necessari per accedere ai nidi e alle materne pubbliche e private convenzionate della nostra regione. Chiediamo quindi di guardare alla legislazione adottata in Toscana, che oltre a prevedere anche le vaccinazioni raccomandate, estende l’obbligo alle scuole materne (3-6 anni) e non solo ai nidi (0-3), coprendo così l’intera fascia dello 0-6. Come Giovani Democratici crediamo che la politica non possa più attendere. Serve rispondere con tempestività ad un quadro preoccupante prima che questo si aggravi. Con il pensiero rivolto in particolare alle persone più a rischio che per motivi di salute non possono vaccinarsi e quindi più esposti al ritorno di vecchie malattie, serve rimboccarsi le maniche per combattere a tutti i livelli questa deriva antiscientifica pericolosa per la salute complessiva dei cittadini, proseguendo verso l’approvazione di una legge regionale che sia completa e funzionale a questo obiettivo, assieme ad un maggiore approvvigionamento e iniziative di sensibilizzazione. Noi ci siamo.

Giovanni Monaldi 

Segretario Provinciale GD Pesaro-Urbino