Finalmente Civili

16 Maggio 2016
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Circa due settimane fa, Monica Cirinnà è stata ospite alla Sala dei Ritratti di Fermo.
A pochi giorni dall’approvazione del ddl che porta la sua firma, i Giovani Democratici di Fermo, insieme al PD ed al suo gruppo in Senato hanno deciso di riprendere il dibattito sulla cd “Stagione dei diritti” appena avviata. In questi ultimi mesi le unioni civili sono state al centro dell’attenzione mediatica e finalmente, l’11 maggio, l’Italia è riuscita ad accorciare la distanza che la separa dagli altri paesi dell’Unione Europea in materia di diritti civili. Si tratta, infatti, di supportare e riconoscere giuridicamente quelle realtà che ormai esistono da anni, sono riconosciute dai tribunali ma non dallo stato che in questo modo priva i suoi cittadini di un pieno riconoscimento dei propri diritti. Per questo motivo riteniamo, come già scritto, che l’approvazione del ddl Cirinnà non possa essere che l’inizio di un più ampio riordino del diritto di famiglia, compresa una riforma delle adozioni includendo, stavolta, la stepchild adoption. Da tempo quella dei diritti civili è stata una nostra battaglia: il matrimonio egualitario era fra le “10 proposte GD” lanciate nel 2014 e gran parte dei nostri militanti era presente il 24 Gennaio nelle piazze italiane. Questo perché conosciamo e, in qualche modo, rappresentiamo una generazione pronta, consapevole e disposta già da tempo a riconoscere l’oggettività di queste società naturali vittime delle discriminazioni perpetrate da chi dimentica troppo facilmente, nascondendosi dietro ai più bassi meccanismi della politica e agli interessi particolari, il coinvolgimento delle vite di uomini, donne e bambini, veri protagonisti della questione. Dietro ai tecnicismi si nascondono rapporti umani e sentimentali troppo spesso in balia di brutali e spietate reificazioni.
Ci sono coppie il cui amore e la cui vita si esauriscono in una lunga, fiduciosa ma, allo stesso tempo, brutale attesa. Ognuno di noi sa che l’amore è dirompente, dinamico e impetuoso e non può rimanere ingabbiato nella speranza che la sua esistenza venga riconosciuta. Questa è una legge di libertà e felicità per tante persone che, per il diritto, non esistevano. La Cirinnà, accompagnata dal collega dem, Francesco Verducci, sistema al polso i suoi braccialetti arcobaleno e color arancio, diventati sinonimo di battaglie sociali, finalmente l’Italia uscirà dal Medioevo. Verducci conferma: «Questa si sta dimostrando una delle legislature fondamentali della Repubblica. Con questa legge si riattiva la stagione dei diritti civili ferma, vergognosamente, agli anni ’70. Questi non sono solo diritti civili individuali ma sono anche legami sociali che rafforzeranno la società. Dove c’è amore c’è famiglia ma anche fiducia nella politica che sa ascoltare».
Il cammino è ancora lungo dal punta di vista giuridico, così come dal punto di vista sociale e culturale. Sono molti ancora gli episodi di discriminazione all’interno della nostra società e troppe le manifestazioni di odio nei confronti di chi vuole solamente veder legittimata la propria esistenza, (come accaduto nel corso di un dibattito con Monica Cirinnà presso la Sala Convegni di Serapo, vicino Gaeta, dove 12 neofascisti con giubbotti mimetici, appartenenti a Forza Nuova, hanno srotolato uno striscione e urlato slogan contro la senatrice del Pd e la legge sulle unioni civili) e tante le notizie false e assurde che spopolano sul web. (La nostra deputata Giuditta Pini, nonché Giovane Democratica, ci spiega e chiarisce molto sinteticamente tutto ciò a questo link)

In conclusione, perciò, a tutti coloro che sono scesi in piazza indignati dall’approvazione di questa legge vorrei dire che manifestare ed esprimere la propria opinione è un diritto, ma farlo per limitare libertà altrui che non ledono in alcun modo quelle di ogni altro cittadino oltre ad essere ingiusto è anche squallido.

Mirco Catini
Segretario Provinciale Giovani Democratici Fermo