EUROPA: UNA OPPORTUNITÀ DA COGLIERE E AMARE

4 Luglio 2016
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Riflessioni sulla Summer School GD a Bruxelles

 

Riscopriamo la vera Europa: questo è stato il titolo della tre giorni di scuola politica europea per Giovani Democratici che ha visto partecipi ragazzi appartenenti alle federazioni di tutta Italia, appassionati di politica e desiderosi di approfondire la conoscenza delle Istituzioni europee e la loro attività.

Ad accompagnarci in questa esperienza molti europarlamentari, primi fra tutti Brando Benifei e Patrizia Toia, rappresentanti delle varie commissioni e il segretario nazionale GD Mattia Zunino.

 

Il programma della scuola prevedeva la visita al Parlamento Europeo nella prima giornata, mentre in quelle seguenti si sono succeduti una serie di incontri molto intensi e interessanti con numerosi relatori di rilievo, che ci hanno illustrato le loro attività, l’impegno del gruppo S&D (dei cui deputati siamo stati ospiti) ed il suo peso all’interno delle Istituzioni europee, nonché la forte necessità di riscoprirci europei e aiutare l’Europa a crescere.

 

La visita è caduta proprio qualche giorno dopo la Brexit, questione ricorrente nelle riflessioni che abbiamo ascoltato; il momento storico così particolare ci ha richiamato a porre maggiore attenzione sull’Europa e a farla di più nostra. Quest’avvenimento non deve passare inosservato, così come non devono passare inosservate le motivazioni che hanno spinto la Gran Bretagna a compiere questo passo. E noi? Abbiamo due strade davanti: o seguiamo la scia di coloro che non sanno come aiutare concretamente l’Europa a crescere e a progredire, per cui ci separiamo e facciamo un grande salto nel vuoto, oppure continuiamo a sognare e a lavorare per migliorare e rendere competitiva una realtà così unica ed essenziale, ripartendo certamente dalle nostre considerazioni su di essa.

 

Io credo che l’Europa sia sinonimo di opportunità, sia una perla preziosa che ci è stata consegnata e che noi abbiamo il compito di custodire e far crescere. Le potenzialità che l’Europa unita ha non si possono trovare altrove, per questo bisogna lavorare ininterrottamente per mantenere alta la sua competitività, la peculiarità delle produzioni che al suo interno vengono realizzate e la qualità della vita che si respira nel territorio dell’Unione. Europa come modello di civiltà, di democrazia, di umanità per gli Stati esterni. Europa che comunque deve crescere e migliorare.

 

Se nel tempo tra le persone si sono persi quell’entusiasmo iniziale e quella passione verso l’Europa, noi non possiamo rimanere inerti, non possiamo permettere che venga vanificato il sogno dei padri fondatori ed il lavoro di chi ha accompagnato con passione la crescita di questa realtà negli anni. L’Europa è condivisione di valori e di civiltà, ancor prima di essere un mercato comune, e da questa consapevolezza dobbiamo ripartire per riportarla nei nostri sentimenti. Se ci dimentichiamo delle basi su cui è stata costruita l’Europa rischiamo di buttare tutto all’aria e noi, giovani in particolar modo, non possiamo permettere che ciò accada o semplicemente rischi di accadere.

 

A noi quindi l’onere di far conoscere meglio l’Europa tra i cittadini, di farla amare di più e di lavorare per dare una risposta alle richieste della gente, nell’ottica di un’Europa più unita, a partire dai nostri territori. Dobbiamo farla conoscere ai più piccoli perché se ne innamorino presto e la possano stimare: parliamone ai ragazzi nei luoghi in cui vivono, entriamo nelle scuole a dire che cos’è l’Europa e che cosa saremmo se questa non ci fosse. Se non lo fanno gli altri tocca a noi, senza temere di portare nelle scuole la politica. È necessario inoltre sapere quali sono le aspettative delle persone e, soprattutto, della nostra generazione per comunicarle ai nostri politici, per confrontarci con loro sulle necessità, per permettergli di ascoltare costantemente la voce dei territori. Lo dobbiamo fare come giovani europei e lo dobbiamo fare come italiani. Sì, perché a differenza di quanto può sembrare impotente la nostra nazione, anche tramite ciò che viene trasmesso dai mezzi di comunicazione, in Europa c’è bisogno del nostro Paese e c’è una grande stima dell’Italia, un sentimento riconquistato negli ultimi anni grazie alla professionalità ed alla competenza degli italiani a Bruxelles, molti dei quali ricoprono importanti ruoli, ed alle politiche interne messe in atto per risollevarci dalla crisi e far ripartire il nostro paese. Queste cose la gente le sa? Non lo so, ma so che spetta a noi comunicarle e farle comprendere alle persone che abbiamo accanto. Dobbiamo essere come delle radio, con l’antenna che recepisce tutto e con la cassa che trasmette; anzi, rispetto alle radio abbiamo qualcosa in più: l’orecchio che ascolta la voce dei territori e l’occhio che vede la quotidianità della gente.

 

Per concludere voglio rimarcare la necessità di avere più Europa dentro di noi, di essere più europei nelle scelte politiche e di comunicare sempre meglio i percorsi che a Bruxelles vengono portati avanti. E l’Europa risolva pure le emergenze, ma non smetta mai di sognare, non abbandoni mai le prospettive di lungo termine, gli ideali su cui venne fondata.

Viva l’Europa! Viva i sognatori!

Federico Piersanti