Eppure il vento soffia ancora

12 Settembre 2016
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Anche quest’anno ci siamo messi in viaggio per raggiungere i compagni di tutta Italia alla festa nazionale dei Giovani Democratici, e anche in questa occasione ci siamo affidati ad un pulmino nonostante i quasi mille kilometri di strada, il maltempo e il mare che ci separavano dalla nostra meta. Questo appuntamento infatti, arrivato ormai all’ottava edizione, è stato ospitato dal 9 all’11 settembre scorsi all’interno della festa nazionale dell’Unità nella splendida cornice del parco di Villa Bellini a Catania. Si ritorna dunque al sud, dopo le precedenti esperienze di Milano, Bologna e Roma, segnale importante e che va sottolineato per non dimenticare mai quale potrebbe essere il territorio principale artefice della crescita del nostro paese, come ricordato anche nell’intervento di apertura del nostro Segretario nazionale Mattia Zunino.La tre giorni di lavori si è aperta con la partecipazione della delegazione marchigiana ai vari tavoli di lavoro tematici, si è discusso di scuola e lavoro, giustizia e diritti, formazione politica e forma partito, e sono stati tanti i contributi raccolti grazie alle testimonianze di chi si impegna tutti i giorni i questi ambiti all’interno delle proprie strutture territoriali.La seconda giornata invece ha visto una parte di noi partecipare all’ultimo weekend della scuola di formazione politica promossa dal partito democratico “Classedem” incentrata questa volta prevalentemente sull’approfondimento dei temi legati alla riforma costituzionale su cui i cittadini saranno chiamati ad esprimersi a breve tramite referendum, mentre un’altra portava a compimento il lavoro ai tavoli iniziato nella giornata iniziale tramite la stesura di documenti su cui basare la nostra campagna autunnale di proposte politiche.La giornata conclusiva invece è stata dedicata alla direzione nazionale nella nostra organizzazione, e vogliamo ringraziare ancora i compagni che hanno voluto farci sentire la loro vicinanza e solidarietà per quanto accaduto nelle zone colpite dal recente sisma, iniziando la seduta con un minuto di raccoglimento e accogliendo con calore la lettera scritta dal nostro segretario Francesco Di Vita che purtroppo non è potuto intervenire e letta dal presidente Marco Pettinari.La direzione oltre agli argomenti di più stretta attualità come referendum e prevenzione del disseto idrogeologico ha visto anche l’approvazione di un ordine del giorno presentato dai ragazzi della federazione di ancona, frutto in primis della loro iniziativa e della rielaborazione al tavolo di lavoro “donne e diritti”. In particolare il tema era infatti quello dell’attuazione della legge 194 resa problematica e in molti territori del tutto impossibile dall’enorme sproporzione dei medici obbiettori negli ospedali italiani.(Qui trovate il link per scaricare la proposta di legge e qui invece l’articolo uscito un paio di mesi fa, scritto dai nostri Giovani Democratici)Come di consueto la conclusione di questa festa è stata incentrata sull’intervento del presidente del consiglio dei ministri in questa sede in veste del segretario del Partito Democratico Matteo Renzi, intervento i cui punti principali sono stati la riforma costituzionale, la possibiltà di lavorare su proposte di modifica della legge elettorale, i progressi fatti in Europa sul fronte dell’austerità e dell’immigrazione, ed infine un ringraziamento alla Sicilia che ha ospitato questa festa, annunciando che essa sarà anche la sede designata del prossimo G7 organizzato dall’Italia nel 2017.Ovviamente oltre a questi appuntamenti più istituzionali, la politica è fatta di tante altre cose, e quella di un’organizzazione giovanile ancora di più, sono stati tanti i momenti infatti che ci hanno visto stringere relazioni con tanti nuovi compagni, rinsaldarle con amici che non vedevamo più da tempo e imparare molto da ognuno di loro seduti ad una cena a base di polpette di cavallo o più tardi davanti ad una birra rinfrescante allo stand gestito dai compagni catanesi, che ci hanno accolto come tutta la loro città nel migliore e più caloroso dei modi.

Livio Rogante