E IL TUMULTO DEL CIELO HA SBAGLIATO MOMENTO

23 Gennaio 2017
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Ieri (18 Gennaio NdR)  la mia terra ha tremato, di nuovo, è successo spesso negli ultimi mesi ma in realtà succede così da quando sono piccola. Noi del centro Italia il terremoto ce lo portiamo dentro ma ogni volta è come se fosse la prima, la terra trema e con lei la casa, balla il lampadario, vibra il tavolo, sbattono le ante dell’armadio e ritorna viva  la solita familiare paura. Ogni volta ci svegliamo sempre più poveri perché il “mostro” si è portato via un pezzo di noi, una casa, una chiesa, un campanile, troppo spesso capita anche che si porti via delle persone care e noi non possiamo che assistere impotenti, sospesi. Sospesi come in attesa di una nuova scossa perché il “mostro” tanto ritorna e il suo andare e venire dura giorni, mesi e ti sfinisce. Ogni volta che viene bisogna rialzarsi e ricominciare da capo. Noi siamo forti, molto forti anche se è dura, eppure nessuno si lascia abbattere, tutti si rimboccano le maniche per ripartire e per ricomporre il puzzle della quotidianità. Il puzzle si era rotto il 24 agosto, poi di nuovo il 26 ottobre, il 30 ottobre con l’ennesima scossa e poi ancora ieri il 18 gennaio e oggi a noi non rimane che ricominciare a mettere insieme i pezzi partendo dalle piccole e semplici cose della vita per ricostruire la normalità smarrita. Gli eventi sismici che si sono verificati nel centro Italia dal 24 agosto hanno colpito un’area vastissima del territorio distruggendo alcuni tra i più belli e fragili borghi italiani, uno dei più magici e preziosi patrimoni del nostro paese. Un proverbio umbro recita: “Norcia, Cascia e Visse, Dio li fe’ e ppu’ li maledisse; e ppu’ rivordò la mane e benedisse Cascia, Norcia e Visse” alludendo ai disastrosi terremoti che spesso hanno funestato questi paesi i quali però sono sempre riusciti a risorgere più belli e fiorenti di prima. Siamo dentro un paesaggio culturale ma il terremoto ci ha lasciato un bollettino di guerra non indifferente. Non solo ha distrutto interi paesi e portato via quasi trecento vite umane, ha polverizzato il tessuto sociale ed economico del cosiddetto “cuore d’Italia”, ha dilaniato l’immenso patrimonio storico, artistico e culturale. Che fine hanno fatto e tra quanto torneranno in tutto il loro splendore la Basilica di San Benedetto a Norcia, la chiesa di Sant’Agostino e il campanile di Amatrice, il santuario Santa Maria delle Vergini e la Cattedrale di San Giuliano a Macerata, i gioielli come Castelluccio di Norcia, Camerino, Arquata del Tronto, Pescara del Tronto, Accumoli, Visso, Montereale. L’Appennino è una parte importante di questo paese e ricostruirlo nella sua interezza deve far parte di un insieme di priorità delle classi dirigenti perché, come ci ricorda lo slogan coniato dall’Università di Camerino, possono crollare gli edifici ma è importante che sia il futuro a non crollare, perché la nostra storia parla di perdite ma anche e soprattutto di resurrezione e di rinascita. Nel piccolo paese di Bolognola (MC), come in tante altre piccole realtà colpite dal terremoto, una piccola comunità di persone rimasta sul posto dopo gli eventi sismici di ottobre aveva ricominciato a costruire la propria quotidianità partendo da un bar, l’unico punto di aggregazione rimasto a disposizione anche degli stessi soccorritori. Tutto questo fino alle scosse di ieri che sono andate a peggiorare la già grave situazione creata nei giorni scorsi dalle abbondanti e straordinarie nevicate come non si vedevano da decenni in queste zone. Il puzzle della quotidianità si è rotto un’altra volta e siamo tutti paradossalmente rimandati all’inizio del gioco. La terra trema, i lampadari ballano, i tavoli vibrano, le ante degli armadi sbattono e ritorna la paura che sembrava essere rientrata nella sua nicchia. La situazione sembra fin da subito drammatica con le numerose frazioni già isolate a causa della neve, ma la notizia peggiore arriva in serata quando si viene a sapere che una slavina, frutto del combinato sisma e quantità abnorme di neve, ha spazzato via l’hotel Rigopiano di Farindola e con lui i suoi ospiti e il personale in servizio, riaprendo purtroppo il bilancio delle vittime che era rimasto invariato dopo il sisma del 24 agosto.

E il tumulto del cielo ha sbagliato momento.

 

Martina Ortolani

Responsabile Cultura e Diritti dei Giovani Democratici delle Marche